
Nel pomeriggio di martedì 4 giugno 2019, studentesse e studenti di diverse scuole medie dell’Istituto comprensivo di Pescaglia hanno fatto visita alle redazioni di “La Nazione” Lucca e “Lucca in Diretta”, entrambe in centro storico.
La visita era mirata ad approfondire gli argomenti emersi durante il corso PON “L’eco dei diritti@blog”, cui i ragazzi hanno potuto accedere gratuitamente grazie alle risorse messe a disposizione dalla comunità europea.
Nel corso, accompagnati da una figura di esperto e da due docenti, i giovanissimi hanno approfondito e sperimentando la scrittura e il reporting.
Cosa li ha colpiti di più della scoperta delle due redazioni giornalistiche? Ecco le loro impressioni in libertà.
“La cosa che mi ha colpito di più della visita – spiega Arianna Sa. – è stata che una redazione era molto ordinata e moderna, mentre un’altra era più tradizionale. Anche se avevano entrambe i computer, in una c’erano molte più scartoffie, mentre nell’altra le scartoffie erano meno o addirittura assenti. Infatti della redazione de “La Nazione” mi è piaciuto il fatto che ci fosse un buon odore di carta che si sentiva appena si entrava per via del fatto che c’erano molte copie dei giornali, mentre a “Lucca in diretta” c’era un’atmosfera molto informale, tanto che ci abbiamo trovato anche un cane! Comunque gli ambienti in cui erano situate le redazioni mi sono piaciuti entrambi visto che in entrambi l’atmosfera era gradevole e leggermente febbrile. Il palazzo storico dove è situata “La Nazione” mi è piaciuto visto che nella redazione si univano perfettamente vecchio e nuovo (alle pareti erano appese le prime pagine di eventi storici epocali ma c’erano anche i computer), mentre a “Lucca in diretta” era tutto molto moderno e l’atmosfera era più rilassata”.

“La cosa che mi ha colpito di più della visita – racconta Azzurra – sono state le redazioni e le loro differenze sostanziali: per esempio della redazione de “La Nazione” mi ha colpito sopratutto l’odore di carta all’interno perché, benché fossero presenti dei computer, la carta era presente e mi ha dato una sensazione di riscoperta di qualcosa di arcaico. Ma la redazione di piazza del Giglio, mi ha dato l’impressione di qualcosa di rigido, invece la redazione di “Lucca in diretta” mi ha dato l’impressione di qualcosa di moderno e molto connesso con il lettore e sopratutto mi ha colpito il fatto che le notizie venissero fornite anche dai social media e dalle persone direttamente coinvolte, e che il giornale si trovasse su internet e non su carta.
Ho trovato la visita molto interessante perché mi ha fatto scoprire delle cose che non pensavo fossero a Lucca e inoltre penso che la gita sia molto stimolante per chi volesse fare il giornalista o per chi fosse interessato al giornalismo in generale”.
“Entrambe le redazioni mi hanno colpito per il fatto che i giornalisti sono appassionati a quel lavoro, perché per scrivere un articolo serve un certo interessamento a cosa si sta scrivendo e a cosa vogliamo raccontare, perché gli articoli vengono scritti per informare le persone che vivono nel nostro territorio”. La pensa così Matteo C., che prosegue: “La cosa che mi ha sorpreso di più è che i redattori hanno risposto alle domande in modo professionale, spiegando benissimo il lavoro che facevano, e raccontando perché sono diventati giornalisti e come sono partiti per fare i giornalisti. E molto altro. Insomma, i giornalisti siamo diventati noi e loro sono diventati gli intervistati! Ed è stato anche interessante sapere quello che facevano.
Io, prima di questo incontro, pensavo che fare il giornalista non fosse il lavoro più adatto per me, ma ieri mi sono ricreduto e magari chissà, un giorno lo diventerò, anche perché da grande probabilmente mi interesserò a quello che mi accade intorno, oppure magari sceglierò di scrivere di sport”.
“Mi hanno colpito entrambe le redazioni – commenta Paola D.P. – perché non pensavo potessero essere così piccole! Quella de “La Nazione”, però, era un pochino disordinata e aveva un odore di carta. Invece quella di “Lucca in diretta” era molto organizzata, tecnologica, e profumava di igiene. I giornalisti ci hanno spiegato come lavorano ogni giorno, e devo dire che è molto pesante fare quel mestiere. Abbiamo visto anche alcune prime pagine di giornali che riportavano eventi storici importanti. Da questa visita ho imparato tanto: come si scrive un articolo, i rischi che ci possono essere (penali, “ti mettono in galera…”, è stato l’avvertimento di un giornalista) e soprattutto ho imparato che, anche se fai degli orari improponibili, non ti lamenti se lo fai perché quel lavoro ti piace. Ho imparato come si lavora in redazione: per prima cosa si osservano gli argomenti attuali, poi i redattori si dividono gli articoli da fare, dopo si decide come metterli sul giornale e infine si dà un senso a quello che si scrive e si mettono foto se è necessario!.

“La mia impressione sulle redazioni è stata molto buona – scrive con entusiasmo Vittoria -. I giornalisti di entrambe sono stati molto accoglienti, gentili e disponibili. La cosa che ho preferito di più è stato il profumo della carta di giornale che ho sentito durante la visita alla redazione de “La Nazione”. Mi è piaciuto molto perché, nonostante i giornalisti lavorassero al computer o al cellulare, questo profumo era presente, facendo sembrare tutto più “artigianale” e facendo veramente capire che quella era una redazione di un quotidiano. Mi ha sempre attirata e affascinata molto il profumo della carta in generale, dai fogli dei quaderni all’odore dei fogli da disegno, ma secondo me il profumo della carta dei giornali (e dei libri) è un qualcosa di speciale e di diverso da quello di tutti gli altri. Questo profumo, però, non l’ho sentito quando abbiamo visitato la redazione di “Lucca in diretta”, cosa che, a dire la verità, mi ha un po’ deluso. Nonostante questo, però, la redazione mi ha fatto una buona impressione.
