Caro Federico del futuro,
sono Federico del marzo 2020, qui siamo tutti in quarantena per il Covid-19. Siamo bloccati in casa, non possiamo neanche andare a scuola, facciamo la DAD.
Una cosa positiva è che stiamo con la famiglia e io ho la fortuna di averne una numerosa. Ho anche la fortuna di avere un giardino, poveri quelli che non ce l’hanno!
Caro Federico,
alla televisione dicono che ormai siamo in piena pandemia, stanno morendo tante persone, ho paura, ma ho anche fiducia nei medici. Sì, medici proprio come te che sanno ascoltare e aiutare chi sta male, che non lasciano solo nessuno e vedono in ogni persona una vita da difendere.
Caro Federico,
oggi sono veramente triste, ho paura per la mia famiglia, i miei parenti che sono lontani.
Mi mancano i miei amici, mi manca la mia squadra di calcio, la possibilità di incontrare nuove persone, abbracciare gli amici, cantare, vivere la mia vita… la nostra vita.
Caro Federico,
siamo in estate! Finalmente ho potuto rivedere gli amici, mangiare un gelato, rivedere i parenti. Andare al mare è un po’ strano perché indossiamo sempre una mascherina e non possiamo avere contatti stretti, ma sono felice ugualmente, non è la normalità, ma ci si avvicina.
Caro Federico,
è il 16 ottobre 2020.
No, no e poi no, nostro fratello Francesco si è ammalato di Covid, sono triste, spaventato, mi manca, la mamma dice che non sta male, è asintomatico, io sono preoccupato lo stesso.
Ognuno di noi deve stare isolato in una stanza perché non sappiamo se siamo negativi o positivi.
Non mi sono mai sentito così solo, parlo con Anna attraverso la porta, lei è piccola e non posso farle capire che ho paura, mi sembra tutto un incubo.
Caro Federico,
Francesco è guarito e noi siamo tutti negativi, sono felicissimo!
La situazione a volte migliora a volte peggiora, non sono molto convinto come all’inizio che passerà questo virus. Penso che ci vorrà tempo e prendiamoci questo tempo! Basta che il nostro sacrificio serva a stare meglio domani, sono metà e metà, un po’ triste e un po’ felice.
Caro Federico,
quando rileggerai queste parole proverai una stretta al cuore e ti scenderà qualche lacrima perché è così e perché sei così. Ti commuovi sempre, ti farai tenerezza, spero che tu sia diventato la persona che vorrei essere e se non lo sarai diventato va bene lo stesso. Basta che tu sia felice e che in ogni momento della tua vita tu sappia affrontare con fiducia, speranza e gentilezza quello che verrà.
Ora ti lascio ai tuoi pensieri e ai tuoi ricordi, non ti dimenticare il bambino che eri e che io sono, portalo sempre dentro di te vicino al cuore.
Ora ti lascio perché sto piangendo dalla gioia anche se me ne vergogno un po’.
Federico Malaspina
