6/03/2021
Caro diario,
Non ho mai provato a scrivere, ma, purtroppo, mi sembra arrivato il momento di farlo.
Mi chiamo Matilde e ho 12 anni.
Oggi ti racconterò la mia esperienza durante il Covid 19.
Era il 5 marzo del 2020, io e i miei compagni eravamo a scuola e potevamo abbracciarci, toccarci e stare vicini.
All’improvviso, però, tutto è cambiato. È arrivata una pandemia nel mondo. Non conoscevo nemmeno questa parola. Pandemia.
Ero preoccupata perché alla TV vedevo tutte quelle persone che morivano. E purtroppo il Covid mi ha portato via la persona più importante della mia vita, la mia mamma.
In questo momento difficile potevo vedere i miei amici solo attraverso uno schermo, non potevo abbracciarli o consolarli e loro non potevano consolare me. Anche se mi sono sempre rimasti vicini.
Quando ci dissero che la scuola sarebbe rimasta chiusa per un po’, io e i miei amici eravamo contenti, ma ci sbagliavamo. Ed è stato solo l’inizio.
Sono trascorsi 365 Giorni di puri imprevisti.
La sera aspettavamo il discorso del presidente Conte per sentire il colore della nostra regione: rossa, gialla o arancione.
Quando mio papà varcava la soglia di casa per andare a fare la spesa avevo paura che tornasse da me portandosi dietro il Covid. Avevo paura che da un momento all’altro se ne potesse andare anche lui. Lasciando me e i miei fratelli.
Dopo tutte queste cose negative il Covid ci ha dato anche qualcosa di positivo, e non è una battuta.
Rimanendo chiusa in casa, la mia famiglia mi è sembrata quasi simpatica.
Caro diario, penso che ci sia solo un’arma per combattere il Covid ed è l’umanità.
Spero che rimanendo uniti e rispettando le regole tutto ciò possa finire presto, per poter tornare a fare tutte le cose che facevamo prima, con un’attenzione in più però, agli amici, ai nostri cari e persino alla scuola.
Caro diario, ti scriverò presto, sperando di portarti buone notizie.
Matilde Frugoli
