Caro diario

il

11 marzo 2021

Caro diario,
voglio raccontarti la mia esperienza al tempo della pandemia di COVID-19.

La mia vita prima della pandemia era serena e spensierata: andavo a scuola, fuori per cena, incontravo le persone, le abbracciavo e le salutavo calorosamente.

Non avrei mai pensato che una cosa normale come andare al cinema si potesse trasformare in un divieto, così come andare per i negozi a fare acquisti con mia zia e mia cugina.

Quando al telegiornale vidi che il virus si stava avvicinando sempre più verso il nostro paese, iniziai a preoccuparmi. Mi preoccupavo soprattutto per i miei familiari e per le persone a cui tenevo di più.

Ricordo che, uno degli ultimi giorni di scuola, un nostro professore ci disse che era solo una normalissima influenza e che saremmo stati a casa solo pochi giorni, ma di lì a poco finimmo tutti in “lockdown”.

All’inizio pensavo che fosse una lunga vacanza, però, mi sbagliavo.

Al telegiornale i contagi e i decessi aumentavano sempre di più e avevo paura per mia nonna che ha 85 anni.

Ripensai alla febbre che mi era venuta un mese prima e che poi aveva avuto anche mia nonna, i sintomi somigliavano molto a quelli del virus.

All’improvviso era tutto chiuso: le scuole, i negozi, i bar e i ristoranti. Potevamo uscire solo per andare a comprare beni di prima necessità.

Dopo qualche giorno abbiamo iniziato a fare scuola online, l’hanno chiamata didattica a distanza. A me sinceramente non piaceva, perché non riuscivo a seguire le lezioni a causa dei problemi di connessione.

In questo periodo mi è mancato il rapporto con i miei compagni di scuola, prendere l’autobus con loro, parlarci, ridere e scherzare insieme.

Quando l’estate piano piano si è avvicinata, il virus ha deciso di darci una tregua e siamo tornati a una semi-normalità. Rimaneva l’obbligo di portare la mascherina e di stare a un metro di distanza. Mi è sembrato di tornare alla normalità anche grazie al viaggio che ho fatto insieme alla mia famiglia, siamo andati in Puglia.

Di questa vacanza mi ricorderò sempre, oltre che ai posti meravigliosi che ho visto, le norme anti-contagio da dover rispettare.

A differenza della primavera, durante l’estate mi sono divertita e ho potuto assaporare un po’ di vita: sono andata al cinema, in piscina e ho frequentato i miei amici, senza poterli abbracciare però.

Finalmente a settembre è arrivato il momento di tornare a scuola in presenza e mi sono sentita finalmente felice, un po’ come se fosse stato il mio primo giorno di scuola elementare.

Dal rientro a scuola non ho potuto avere un compagno di banco, ma un metro di distanza non è sufficiente per dividere la nostra amicizia e per impedire di volerci bene.

Di questa pandemia ho cercato di cogliere il lato negativo, ma anche quello positivo. Nonostante i divieti e le restrizioni, nonostante sia stata lontana dalle persone a cui voglio bene, mi sento di dire che ho imparato ad apprezzare ogni singolo gesto, anche quello più piccolo.

Spero di poter tornare presto a sentirmi “libera”, perché niente è così terribile se lo guardi con gli occhi giusti.

Io credo di avere uno sguardo ottimista verso il futuro, io credo ancora che potremo arrivare a sconfiggere il virus.

Beatrice Fazzi

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