L’inchiostratore Marvel e graphic designer ci rivela il suo rapporto con i social media.
Intervista realizzata dalla classe 3 S Secondaria San Martino in Freddana per CRONISTI IN CLASSE – Concorso della Nazione
COSA PENSI DEI SOCIAL MEDIA?
Sono un vero e proprio fenomeno socio-tecnologico rivoluzionario che ha cambiato le nostre vite, il nostro modo di approcciarci con gli altri, di fare acquisti, il nostro modo di ragionare e di agire! Permettono una comunicazione interattiva completa, dandoci modo d’interagire e partecipare online, rendendoci non più semplici ascoltatori passivi ma parte attiva della rete. La straordinaria possibilità di conoscere persone fisicamente lontane da noi che hanno i nostri stessi gusti e interessi, di creare legami e amicizie con chi abbia i nostri stessi valori e opinioni, o confrontarsi (pacificamente o meno) con chi la pensi diversamente su temi quali politica, religione, educazione, libri, videogiochi, tecnologia e chi più ne ha più ne metta… sono questo i social.
La comunicazione fornita dai social oggi è divertimento, informazione, interazione, confronto, aggiornamento, scoperta: generano una quantità di contenuti tale da rendere costante il flusso di informazioni che ci arriva in tempo reale ogni giorno. Che si differenzino per scopo d’uso o indice di gradimento tra gli utenti, i social sono e rimarranno ancora a lungo parte integrante delle nostre vite.
2) COSA PENSI DEGLI INFLUENCERS? E’ UN VERO LAVORO?
La figura dell’influencer è fondamentale all’interno del marketing odierno. E’ interessante notare come la possibilità che singoli individui siano in grado di influenzare l’opinione altrui condizionandone le scelte di acquisto veicolando un semplice messaggio tramite post o video ci risulti normale e sia considerata un dato di fatto. Le persone al giorno d’oggi si fidano molto di più di un influencer che apprezza e recensisce positivamente un prodotto sui social piuttosto che di una pubblicità che magari ne evidenzia gli stessi punti di forza. Sostanzialmente lo scopo è lo stesso, ma cambia la forma: gli influencer sono più vicini ai consumatori, sono persone della massa che si sono ritagliate il proprio spazio (per capacità, abilità o semplice fortuna) e pertanto ci sembrano più convincenti e tentiamo di emularli. La loro sponsorizzazione è semplice e veloce (rispetto alle classiche pubblicità) ed è quindi conveniente dal punto di vista dell’azienda investire in queste figure.
E’ un lavoro a tutti gli effetti: gestire la propria immagine sui social è molto più difficile di ciò che si possa pensare e le aziende se ne sono rese conto da tempo. Si sa, i tempi cambiano, così come i tipi di lavoro, e dobbiamo adeguarci per non rischiare di restare indietro..
3) USI I SOCIAL? ESISTE UN LIMITE DI TEMPO?
Li uso spesso e volentieri. Che si tratti di rispondere a messaggi di lavoro o commenti privati, allo sfogliare post di artisti che apprezzo o a ridere di meme divertenti, per lavoro o per puro divertimento, i social fanno ormai parte integrante delle mie giornate. Mi do un massimo di 2-3 ore al giorno, ma nelle giornate più intense e soprattutto durante le ultime scadenze tendo a passarci più tempo lo ammetto.
4) COSA CAMBIERESTI NEL MONDO DEI SOCIAL?
Prenderei provvedimenti contro le falle di sicurezza che troppo spesso portano alla violazione della privacy degli utenti, con conseguente diffusione in rete dei propri dati sensibili. Riuscire inoltre ad impedire (o almeno limitare) che si verifichino casi di cyber bullismo sarebbe un traguardo importante da raggiungere, ma mi rendo conto che è problematico da attuare.
5) PREFERISCI I SOCIAL O I VIDEOGAMES?
Decisamente i social. La possibilità di interagire con nuove persone, dallo svago alle questioni più serie, e contemporaneamente restare aggiornati sulle novità del mondo in ogni settore sociale per me la fa da padrone. E’ da una vita che non uso più i videogiochi e se dovessi riprendere adesso in mano una console mi sentirei più nostalgico che mai 🙂
6) I SOCIAL HANNO CAMBIATO LA TUA VITA?
Si. Mi hanno permesso di trovare nuovi lavori e ingaggi, di collaborare a progetti coinvolgenti e di creare forti legami con persone che tuttora significano molto per me.
Dal modo di approcciarmi, dalla possibilità di esprimere la mia passione e condividerla con altri, dal ricevere nuove richieste di lavoro e progetti interessanti con persone che sono distanti chilometri. Investire tempo e risorse sui social, creare un profilo che sia adeguato a ciò che voglio ottenere e mostrare, essere attivo online ed esprimere al meglio ciò che so fare, sono tutti aspetti fondamentali che mi hanno cambiato la vita.
7) I GIOVANI USANO BENE I SOCIAL?
I giovani sono cresciuti (alcuni addirittura nati) nel periodo d’oro dell’invenzione dei social: è il loro pane quotidiano, vivere senza sarebbe impensabile.
Ammetto che se fossi anch’io adolescente al giorno d’oggi probabilmente ci passerei le giornate, perché le mode influenzano pesantemente i tempi in cui viviamo, ma i social non possono essere considerati come una moda passeggera che un domani ci lascerà. Pensare ad un domani senza social ed interazioni real-time costanti è impensabile, perché il loro impatto è stato radicale: cambiando molti aspetti (se non addirittura tutti) della nostra società, anche la concezione di come trascorrere le giornate è mutata. Il rischio della dipendenza da social c’è ed è sotto gli occhi di tutti, ma non credo che i giovani si allontaneranno mai completamente dalla vita reale: l’importante è che riescano a conciliarle entrambe.
8) E’ GIUSTO LASCIARE I BAMBINI CON SOCIAL COME YOUTUBE?
Youtube ha integrata la funzione “Kids”, dove i più piccoli possono tranquillamente gustarsi cartoni animati e video d’intrattenimento del tutto sicuri, imparando anche cose divertenti e interessanti. Non sono un genitore, quindi non possono mettermi nei loro panni e conoscere tutti i problemi legati all’educazione infantile, ma a rigor di logica sta proprio a loro salvaguardare l’incolumità dei figli, non abbandonandoli da soli davanti alla tv o al pc. Perché il lato bello (ma anche inquietante in questo caso) dei social è che non siamo mai da soli: siamo all’interno di gruppi e comunità che molto spesso non conosciamo ma con cui condividiamo interessi e interazioni.
In copertina un’immagine tratta dal sito di Gabriele Tambellini.
