Il caso di Alberto

Alberto era un ragazzo di origini straniere che  amava giocare a calcio con i suoi amici, ma il suo allenatore la pensava diversamente. Infatti, lo discriminava ad ogni allenamento, non facendolo allenare perché era tecnicamente indietro, anche se giocava da meno tempo rispetto agli altri.
Secondo Alberto e i suoi compagni, l’allenatore conosce il calcio ma non sa allenare i ragazzi e bambini.
Un giorno, insieme ai suoi compagni, Alberto decise di non subire più discriminazioni e si convinse ad andare a parlare con l’allenatore. Questo però non portò a nessuna soluzione, perché l’allenatore non cambiò idea sul ragazzo e continuò a discriminarlo.
Però la passione per il calcio di Alberto lo stimolò a non mollare, e grazie anche ai suoi compagni, i quali lo aiutarono molto, a fine stagione la squadra prese la decisione, per rispetto, di andare dal presidente per parlare di questo fatto con lui.

Si spera che questa discussione possa portare ad un cambiamento del comportamento dell’allenatore  e uno stimolo per migliorarsi sempre, per Alberto.

#noisiamotuttialberto

Lucca 29/05/19 Flavio, Joseph, Matteo

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